12 settembre – 13 dicembre 2026
Mamiano di Traversetolo (PR) – Fondazione Magnani-Rocca – La villa dei capolavori
Via Fondazione Magnani-Rocca 4
A cura di
Walter Guadagnini, Mauro Carrera, Stefano Roffi
📗 Catalogo
Dario Cimorelli Editore
🕰 Orari
(la biglietteria chiude 60 minuti prima)
Ma-V 10-18
S D e festivi 10-19
L chiuso
Info e prenotazioni
☎️ +39 0521848327 – 0521848148
📧 info@magnanirocca.it
💻 www.magnanirocca.it
Un ferro da stiro disseminato di chiodi, un metronomo con un occhio al posto del pendolo, labbra smisurate che galleggiano sopra Parigi, una fotografia che trasforma la schiena di una donna in un violoncello: difficile immaginare un artista più allergico alle categorie di Man Ray. La mostra ne mette in scena l’irrequietezza, riunendo fotografia, pittura, scultura, grafica, design, libri e cinema in un percorso che attraversa sessant’anni di sperimentazione.
Dagli esordi americani e dal Dada alla stagione parigina, tra Duchamp, i surrealisti, le riviste di moda e le sue muse, il percorso segue un artista che usa i diversi linguaggi per spostare il confine tra realtà e immaginazione. Accanto a immagini entrate nell’immaginario del Novecento, come Le Violon d’Ingres e Noire et Blanche, compaiono rayographs, solarizzazioni, dipinti, ready-made, oggetti replicati e reinventati, fino al cinema.
Ne emerge un’idea di arte come laboratorio permanente, dove anche l’oggetto più banale può diventare invenzione. E forse è proprio questa la modernità di Man Ray: non scegliere tra fotografia e pittura, tra arte e design, tra originale e copia, ma farli dialogare tutti, con una libertà che ancora oggi sorprende.










