5 luglio – 1 novembre 2026
Cortona (AR) – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, Palazzo Casali
Piazza Signorelli, 9
A cura di
Daniela Fonti e Margherita d’Ayala Valva
📗 Catalogo
Dario Cimorelli Editore
🕰 Orari
L-D 10-19
(ultimo ingresso 18.30)
Info e prenotazioni
☎️ +39 0575 630415
📧 info@cortonamaec.org
📧 prenotazioni@cortonamaec.org
💻 https://cortonamaec.org/mostre-temporanee/gino-severini/
💻 https://www.cortonaeventi.it/ginoseverini/
Gino Severini (1883-1966) è un artista che difficilmente si lascia racchiudere in una sola definizione. Futurista, cubista, classicista, pittore della tradizione e della modernità: nella sua lunga ricerca le diverse esperienze non si susseguono semplicemente, ma dialogano e si trasformano. È proprio questa capacità di fare da ponte tra mondi apparentemente lontani la chiave di lettura del percorso, che restituisce la complessità di un artista profondamente italiano e, insieme, cosmopolita.
A sessant’anni dalla morte, la sua città natale dedica al grande artista una grande mostra, frutto anche di recenti studi scientifici. Cinque sezioni seguono le principali stagioni della sua ricerca: dagli esordi divisionisti alla stagione futurista, con le celebri Danseuses ispirate a Loïe Fuller; dal dialogo con il Cubismo di Picasso e Braque al progressivo recupero della tradizione e del Classicismo, fino alle maschere della commedia dell’arte e alla pittura murale. L’ultima sezione apre un capitolo meno noto: il lungo confronto di Severini con l’arte religiosa e con la Chiesa, attraverso le decorazioni realizzate nelle chiese della Svizzera romanda, una stagione che precede il suo rinnovato legame, ideale e affettivo, con Cortona.
Oltre ottanta dipinti e disegni, provenienti da importanti musei italiani e stranieri e da collezioni private, permettono di seguire questi passaggi attraverso confronti mirati. Accanto alle opere di Severini compaiono quelle di artisti quali Balla, Boccioni, Carrà, Soffici e Picasso, ma anche preziose testimonianze dell’arte antica: dalla Madonna in trono con Bambino ed angelidel Maestro lucchese al San Francesco di Margarito d’Arezzo, fino ai bronzetti etruschi del MAEC, che Severini stesso aveva fatto fotografare per inviarne le immagini a Picasso.
Il protagonista più spettacolare è forse la monumentale La Danse du pan-pan au “Monico”, arrivata eccezionalmente dal Centre Pompidou. Non è l’originale futurista del 1911, disperso, ma la replica che Severini realizzò quasi cinquant’anni dopo, per riportare alla luce, attraverso la memoria e antichi cliché a stampa, una delle opere simbolo della sua stagione futurista.
Documenti, lettere, bozzetti, fotografie e materiali audiovisivi completano il racconto, restituendo l’idea di modernità di Severini: non una rottura con il passato, ma un continuo confronto tra memoria, tradizione e innovazione.

Parigi, Centre Pompidou, National Museum of Modern Art / Centre of Industrial Creation.
(2026@RMN-Grand Palais / Hélène Mauri / Dist. Photo SCALA, Firenze, ©GINO SEVERINI by SIAE 2026)

(©Carlo Baroni)


e della Città di Cortona.
(@Accademia Etrusca di Cortona)




(©GINO SEVERINI by SIAE 2026)

Londra, Estorick Collection.
(©Estorick Collection / Bridgeman Images)

(©Governatorato dello Stato della Città del Vaticano – Direzione dei Musei Vaticani)


(©Governatorato dello Stato della Città del Vaticano – Direzione dei Musei Vaticani)
