16 giugno 2026 – 4 aprile 2027
Brescia – Museo di Santa Giulia
Via dei Musei, 81b
A cura di
Fausto Lorenzi e Elena Pontiggia
📗 Catalogo
Skira
🕰 Orari
Estivo (1.06-30.09)
Ma-D 10-19 (ultimo ingresso 18.15)
L chiuso
Invernale (1.10-31.05)
Ma-D 10-18 (ultimo ingresso 17.15)
L chiuso
Info e prenotazioni
☎️ +39 0308174200
📧 cup@bresciamusei.com
💻 www.bresciamusei.com
Le opere di Franca Ghitti (1932-2012) si inseriscono nel percorso di Santa Giulia seguendone gli spazi e, soprattutto, mettendosi in relazione con ciò che già li abita. Compaiono tra le testimonianze del monastero, accanto ai reperti romani, nei chiostri e nelle cappelle della basilica. Il risultato è un confronto che avvicina epoche lontane attraverso materiali, forme e gesti legati al lavoro e alla vita quotidiana.
Nelle sale dedicate alla storia del monastero, Bambino con gatto e Racconto della valle n. 2 introducono una ricerca già attenta alla costruzione dello spazio. Poco oltre, Tavole chiodate e Mappe trovano un naturale contrappunto nelle stratificazioni storiche del museo: il legno inciso e i chiodi trasformati in segni sembrano riportare in superficie un altro modo di registrare il territorio. Nei chiostri, Mappa: lunario, Meridiane, spirali e labirinti dialogano con l’architettura attraverso ritmi e geometrie; Foresta / Alberi-vela e Bosco bruciato occupano invece il grande spazio rinascimentale con una presenza più netta e fisica.
Tra i resti delle domus romane, i Tondi recuperano i fondi delle botti e riportano il gesto del fare dentro un ambiente segnato da altre tracce del vivere quotidiano. Pagine chiodate e Porta del silenzio proseguono il confronto sul terreno della materia e della memoria. Nella parte medievale, il “romanico minore”, le Vicinie e il Tondo di Wiligelmo si misurano con capitelli, affreschi e sculture; nella basilica di San Salvatore, il Bosco, l’Albero-ferito e le tazze di siviera accentuano il rapporto con la dimensione rituale dello spazio.
Provenienti dall’Archivio Franca Ghitti, dal Museo Franca Ghitti di Darfo Boario Terme e da una collezione privata, le opere acquistano così significati diversi a seconda del luogo in cui si inseriscono. È forse questo l’aspetto più interessante del progetto: non sovrapporre il contemporaneo al museo, ma lasciare che le opere di Ghitti e le collezioni di Santa Giulia si guardino a vicenda, facendo emergere affinità inattese tra la Valle Camonica dell’artista e le molte storie custodite dal complesso.






